Abstract

Il trastuzumab biosimilare ABP 980 è sicuro come il prodotto di riferimento in termini di tossicità cardiaca nei pazienti arruolati nello studio a lungo termine LILAC

Titolo dell’articolo: Cardiac Safety of the Trastuzumab Biosimilar ABP 980 in Women with HER2-Positive Early Breast Cancer in the Randomized, Double-Blind, Active-Controlled LILAC Study

Citazione: Kolberg H-C et al. Drug Safety 2020;43:233–42

Data di pubblicazione: gennaio 2020

Pubblicazione dell’abstract: agosto 2021
La cardiotossicità è la limitazione più importante nell’applicazione del trastuzumab e uno dei parametri più importanti da monitorare nella valutazione della sicurezza di un trastuzumab biosimilare.

Il trastuzumab (Herceptin®) è il gold standard della terapia per persone affette da tumori al seno precoci e metastatici e cancro gastrico metastatico che sovraesprime il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2). Lo studio di fase III LILAC ha dimostrato che l’ABP 980 ha una biosimilarità rispetto al prodotto di riferimento trastuzumab (RP) in donne con tumore al seno precoce HER2-positivo, senza alcuna differenza clinicamente significativa tra i due prodotti. Sulla base della totalità delle prove, ABP 980 è stato approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), e successivamente dalla FDA, per le stesse indicazioni di trastuzumab RP.

La tossicità cardiaca è una preoccupazione rara ma seria relativa al trastuzumab; probabilmente legata al blocco HER2. Nello studio LILAC, i pazienti sono stati randomizzati per ricevere ABP 980 neoadiuvante o trastuzumab RP per 4 cicli prima della resezione chirurgica, e il trattamento di consolidamento con uno dei due farmaci dato ogni 3 settimane per un massimo di 1 anno dopo. Per monitorare la sicurezza cardiaca, stati eseguiti un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma 2-D sono in tutte le visite.

Nel complesso, non è stato osservato alcun calo marcato della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF). Nei pazienti che hanno ricevuto ABP 980 o trastuzumab RP durante tutto lo studio e in quelli che sono passati dal trastuzumab RP all’ABP 980 nella fase adiuvante (postoperatoria), il declino della LVEF (10-50%) è stato visto nel 2,8%, 3,3% e 3,5% dei pazienti, rispettivamente. Non ci sono state differenze significative tra i rami di trattamento. Inoltre, l’incidenza di insufficienza cardiaca si è mostrata comparabile tra i tre gruppi: 2,2%, 0,5% e 1,2%, rispettivamente. La maggior parte dei casi di declino della LVEF erano asintomatici, e la maggior parte dei pazienti che hanno mostrato un declino della LVEF durante lo studio di 1 anno avevano condizioni cardiovascolari preesistenti di base, tra cui ipertensione e aritmie. La maggior parte dei rapporti di insufficienza cardiaca erano di grado 1 o 2, anche se nessuno è stato classificato come evento avverso grave.

Lo studio LILAC ha rivelato una bassa incidenza di tossicità cardiaca dopo 1 anno di trattamento con trastuzumab biosimilare ABP 980, senza differenze clinicamente significative nel tasso di declino della LVEF tra i rami di trattamento. La cardiotossicità è la limitazione più importante nell’applicazione del trastuzumab. Pertanto, il profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile osservato in questo studio suggerisce che ABP 980 può essere una scelta utile nei pazienti che iniziano il trattamento o quando si considera lo switching da trastuzumab RP.

Conclusioni determinanti

Il trastuzumab è il gold standard del trattamento di tumori che esprimono HER2, nonostante sia associato a un maggior rischio di tossicità cardiaca. Il biosimilare, ABP980, ha dimostrato la biosimilarità al prodotto di riferimento, suggerendo che non vi è un aumento del rischio nel passaggio al trastuzumab biosimilare.