Abstract

Un’analisi reale dei modelli di trattamento di NHL e CLL in Germania rivela un’elevata accettazione dell’uso del biosimilare di rituximab durante i primi 24 mesi post-approvazione

Titolo dell’articolo: Real-world use and acceptance of rituximab biosimilars in non-Hodgkin lymphoma in an oncologist network in Germany

Citazione: Otremba B et al. Future Oncol 2020;16:1001–12

Data di pubblicazione: Aprile 2020

Dal 2017, anno dell’approvazione di due biosimilari di rituximab, l’uso in Germania di questi farmaci in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin (NHL) e leucemia linfocitica cronica (CLL) è aumentato di sette volte, suggerendo che aumentandone la conoscenza tra i medici è possibile ridurre gli atteggiamenti conservatori rispetto alla loro applicazione clinica.

Il rituximab è stato il primo anticorpo monoclonale terapeutico approvato in oncologia ed è ancora oggi un componente fondamentale del trattamento di NHL e CLL. In base alla totalità delle prove ottenute in un esercizio di comparabilità completo, inclusi test analitici, preclinici e clinici rispetto al farmaco di riferimento, nel 2017 sono stati approvati dall’EMA due biosimilari di rituximab: Rixathon® e Truxima®. Poiché le prove reali raccolte durante la pratica clinica di routine in diverse popolazioni di pazienti possono utilmente integrare i dati degli studi clinici, lo studio ha utilizzato i dati delle cartelle cliniche elettroniche e ha analizzato i modelli di trattamento con i biosimilari di rituximab in pazienti affetti da NHL e CLL in centri sanitari tedeschi.

Risultati

Sono stati seguiti in totale 38 diversi protocolli terapeutici contenenti rituximab in 1.241 pazienti. È stato utilizzato un biosimilare di rituximab in poco più della metà (55%) di oltre 7.500 cicli totali di rituximab. Nel tempo è stata notata una tendenza all’aumento dell’uso del biosimilare rispetto al rituximab di riferimento. Tra luglio 2017 e giugno 2019, l’uso del biosimilare di rituximab è passato dal 12% all’83%, mentre quello del rituximab di riferimento è passato dal 53% al 16%, sia per il NHL che per la CLL. Tra i 70 pazienti per i quali è stato modificato il farmaco rituximab durante il periodo di osservazione circa il 50% è passato dal farmaco di riferimento al biosimilare, il 20% tra i due biosimilari e, meno del 30% dal biosimilare al rituximab di riferimento.

Sebbene non siano stati registrati i motivi della scelta del prodotto di riferimento o del biosimilare di rituximab, si può supporre che la motivazione principale sia stata la prospettiva di risparmio sui costi. Difatti, dato l’alto costo del rituximab di riferimento, l’uso della sua versione biosimilare a prezzo inferiore può consentire risparmi significativi che possono essere reinvestiti in altri aspetti dell’assistenza sanitaria. L’adozione del rituximab biosimilare sta aumentando, probabilmente alimentata da una maggiore accettazione di tali farmaci da parte della comunità oncologica, così come dai benefici economici.

Conclusioni determinanti

Le prove reali raccolte durante la pratica clinica di routine possono essere utilizzate per integrare i dati degli studi clinici. L’analisi dei modelli di trattamento eseguita per due anni in centri sanitari ha mostrato una tendenza crescente dell’uso dei biosimilari rispetto agli originatori.

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